Quanto costa una consulenza ecommerce in Italia

I modelli di compenso, cosa incentivano e le cinque domande da fare prima di firmare.

Scegliere un consulente·Lettura 6 min·Pubblicato il 28 agosto 2026·Stefano AllegaDi Stefano Allega

In Italia una consulenza ecommerce strutturata costa tipicamente tra 1.500 e 6.000 euro al mese di fee, a cui si aggiunge il budget pubblicitario che resta sempre a carico del cliente. Chi ti dà un prezzo prima di aver visto i tuoi numeri sta indovinando: la variabile che sposta il preventivo non è il listino, è quanto lavoro serve sul tuo conto economico.

In 30 secondi

  • La fee del consulente è separata dal budget pubblicitario, che resta a tuo carico e nei tuoi account.
  • La percentuale sullo speso ha il conflitto di interessi più evidente: più spendi, più guadagna chi ti segue.
  • Con 9 euro di margine per ordine, una fee da 2.000 euro al mese chiede 223 ordini in più solo per ripagarsi.
  • Il lavoro si giudica dopo 90 giorni, sul margine di contribuzione, non sul ROAS della piattaforma.

I modelli di compenso, e cosa incentivano

ModelloCome funzionaCosa incentiva
Fee fissaImporto mensile indipendente dai risultatiPrevedibilità per entrambi; nessun incentivo a migliorare
Percentuale sullo speso10–20% del budget pubblicitarioFar crescere la spesa, non il margine
Percentuale sul fatturato3–10% del vendutoFar crescere il fatturato anche a margine calante
Fee base + variabile sul risultatoImporto contenuto più una quota legata a un obiettivo concordatoAllinea il consulente all’indicatore scelto
Gestione chiavi in mano con garanzia sul margineFee base più una parte legata al risultato; se dopo 90 giorni il margine di contribuzione non è migliorato, la fee base si sospende finché non miglioraMigliorare il margine, non la spesa né il fatturato

La percentuale sullo speso è il modello con il conflitto di interessi più evidente: più ti fa spendere, più guadagna, anche se ogni euro aggiuntivo peggiora il tuo margine di contribuzione. La percentuale sul fatturato ha lo stesso problema spostato di un passo.

Nel modello fee base più variabile, la domanda decisiva è su quale indicatore è calcolata la parte variabile. Se è sul ROAS dichiarato dalla piattaforma, hai comprato l’incentivo a ottimizzare una metrica che non paga gli stipendi.

Consulenza o gestione chiavi in mano?

Con una consulenza ricevi indicazioni, e metterle in pratica resta compito tuo o del tuo team. Con la gestione chiavi in mano il lavoro lo fa chi ti segue, su quattro fronti: pubblicità Meta e Google, sito e conversioni, email e automazioni, misurazione e Intelligenza Artificiale. Hai un solo referente, e il numero su cui lo giudichi è il margine.

In Open Source Business lavoriamo così: una fee base più una parte legata al risultato, con una garanzia. Se dopo 90 giorni il margine di contribuzione non è migliorato rispetto al punto di partenza, continuiamo a lavorare senza fee base finché non migliora. Il punto di partenza lo misuriamo insieme durante l’Audit.

Cosa sposta davvero il preventivo

  • Fatturato attuale. Non per farti pagare di più, ma perché determina la complessità: catalogo, mercati, volumi di dati.
  • Budget pubblicitario già attivo. Ottimizzare un account con storico è lavoro diverso dal costruirne uno da zero.
  • Numero di canali e mercati. Ogni canale in più è struttura, creatività e reportistica in più.
  • Chi produce le creatività. È la voce che più frequentemente viene esclusa dal preventivo e poi ricompare come extra.
  • Stato dello store. Se il checkout perde il 40% degli utenti, nessuna campagna sistema il problema.

Le cinque domande da fare prima di firmare

Da chiedere sempre

  • Chi lavora sul mio account ogni giorno? Se in fase di vendita parli con un senior e poi l’account lo gestisce un junior, il prezzo che stai pagando non corrisponde al lavoro che riceverai.
  • Su cosa è calcolato il report mensile? ROAS di piattaforma o margine di contribuzione e cassa.
  • Quanto dura il vincolo? Un contratto a 12 mesi trasferisce su di te tutto il rischio della relazione.
  • Le creatività sono incluse? E con quale ciclo di test.
  • Logistica, resi, dazi e IVA OSS entrano nel conto? Se restano fuori, il margine che vedi nei report non è il tuo.

Quando una consulenza non si ripaga

Sotto una certa soglia di fatturato il lavoro non rientra, e un consulente onesto te lo dice invece di venderti un contratto. La logica è semplice: se la fee mensile è 2.000 euro e il tuo margine di contribuzione è 9 euro per ordine, servono 223 ordini incrementali al mese solo per pagare la consulenza. Se oggi fai 300 ordini in tutto, l’obiettivo non è realistico.

Lo stesso conto con quattro margini d’esempio e la stessa fee da 2.000 euro al mese:

Margine di contribuzione per ordineOrdini in più al mese per pagare la fee
5 €400
9 €223
15 €134
25 €80
Grafico a barre degli ordini incrementali al mese necessari per ripagare una consulenza da 2.000 euro: 400 ordini con 5 euro di margine per ordine, 223 con 9 euro, 134 con 15 euro, 80 con 25 euro.
Con 9 € di margine per ordine servono 223 ordini in più al mese solo per pagare una fee da 2.000 €.

Il momento giusto arriva quando hai già volume e budget attivo, e il problema non è più “come vendere” ma “perché vendendo di più non guadagno di più”.

Domande frequenti

Il budget pubblicitario è incluso nella fee?

Praticamente mai, e non dovrebbe esserlo. Il budget va speso dai tuoi account sulle piattaforme, così resta tuo lo storico, tuo il pixel e tuo il controllo se il rapporto finisce.

Meglio un consulente o un’agenzia?

Dipende da chi mette le mani sull’account. Un’agenzia con un senior dedicato e un consulente singolo con struttura sono equivalenti; il rischio vero è il portafoglio generalista, dove il tuo ecommerce convive con B2B, local business e SaaS e riceve attenzione residuale. C’è anche una terza strada, la gestione chiavi in mano: un solo referente che esegue su pubblicità, sito, email e misurazione.

Quanto tempo prima di vedere risultati?

Sotto i tre mesi i dati non sono ancora leggibili e nessuna delle due parti può giudicare il lavoro. Per questo la nostra garanzia si misura a 90 giorni, sul margine di contribuzione. Diffida di chi promette risultati in trenta giorni: su quei dati non si giudica niente.

Questo è uno dei sette numeri degli unit economics. La mappa completa, e l’ordine in cui vanno guardati, è in Unit economics per ecommerce: le sette domande a cui devi saper rispondere.

Trenta minuti sui tuoi numeri: conto economico, CAC, margine per categoria. Esci con due o tre cose concrete da sistemare, che decidiamo di lavorare insieme o no.

Garanzia di 90 giorni. Se dopo 90 giorni il margine di contribuzione non è migliorato rispetto al punto di partenza, continuiamo a lavorare senza fee base finché non migliora. Il punto di partenza lo misuriamo insieme durante l’Audit.

PRENOTA ORA LA CHIAMATA CONOSCITIVA
CHIAMATA CONOSCITIVA · 30 MINUTI

Parliamo del prossimo livello di vendite del tuo brand.

Raccontaci dove sei oggi e cosa vuoi raggiungere. In 30 minuti guardiamo cosa frena la crescita e quali interventi esaminare per primi.

PRENOTA ORA LA CHIAMATA

Continua a leggere

StrategiaCome scegliere un consulente ecommerce: 9 domande da fare prima di firmarePer ogni domanda: la risposta buona, quella che deve allarmarti e il controllo che puoi fare tu in…MarginiIl mio ecommerce vende ma non guadagna: 7 cause e il numero che misura ciascunaSette punti in cui il margine sparisce prima di arrivare in cassa, e il numero da guardare per…Paid mediaROAS di pareggio per un ecommerce: come si calcola davveroLa formula 1 ÷ margine funziona solo se ricavo e margine stanno sulla stessa base. Con l'IVA di…