Scegliere un consulente

Quanto costa una consulenza ecommerce in Italia

I modelli di compenso, cosa incentivano e le cinque domande da fare prima di firmare.

Scegliere un consulente·Lettura 6 min

In Italia una consulenza ecommerce strutturata costa tipicamente tra 1.500 e 6.000 euro al mese di fee, a cui si aggiunge il budget pubblicitario che resta sempre a carico del cliente. Chi ti dà un prezzo prima di aver visto i tuoi numeri sta indovinando: la variabile che sposta il preventivo non è il listino, è quanto lavoro serve sul tuo conto economico.

I modelli di compenso, e cosa incentivano

ModelloCome funzionaCosa incentiva
Fee fissaImporto mensile indipendente dai risultatiPrevedibilità per entrambi; nessun incentivo a migliorare
Percentuale sullo speso10–20% del budget pubblicitarioFar crescere la spesa, non il margine
Percentuale sul fatturato3–10% del vendutoFar crescere il fatturato anche a margine calante
Fee base + variabile sul risultatoImporto contenuto più una quota legata a un obiettivo concordatoAllinea il consulente all’indicatore scelto

La percentuale sullo speso è il modello con il conflitto di interessi più evidente: più ti fa spendere, più guadagna, anche se ogni euro aggiuntivo peggiora il tuo margine di contribuzione. La percentuale sul fatturato ha lo stesso problema spostato di un passo.

Nel modello fee base più variabile, la domanda decisiva è su quale indicatore è calcolata la parte variabile. Se è sul ROAS dichiarato dalla piattaforma, hai comprato l’incentivo a ottimizzare una metrica che non paga gli stipendi.

Cosa sposta davvero il preventivo

Le cinque domande da fare prima di firmare

Da chiedere sempre

  • Chi lavora sul mio account ogni giorno? Se in fase di vendita parli con un senior e poi l’account lo gestisce un junior, il prezzo che stai pagando non corrisponde al lavoro che riceverai.
  • Su cosa è calcolato il report mensile? ROAS di piattaforma o margine di contribuzione e cassa.
  • Quanto dura il vincolo? Un contratto a 12 mesi trasferisce su di te tutto il rischio della relazione.
  • Le creatività sono incluse? E con quale ciclo di test.
  • Logistica, resi, dazi e IVA OSS entrano nel conto? Se restano fuori, il margine che vedi nei report non è il tuo.

Quando una consulenza non si ripaga

Sotto una certa soglia di fatturato il lavoro non rientra, e un consulente onesto te lo dice invece di venderti un contratto. La logica è semplice: se la fee mensile è 2.000 euro e il tuo margine di contribuzione è 9 euro per ordine, servono 222 ordini incrementali al mese solo per pagare la consulenza. Se oggi fai 300 ordini in tutto, l’obiettivo non è realistico.

Il momento giusto arriva quando hai già volume e budget attivo, e il problema non è più “come vendere” ma “perché vendendo di più non guadagno di più”.

Domande frequenti

Il budget pubblicitario è incluso nella fee?

Praticamente mai, e non dovrebbe esserlo. Il budget va speso dai tuoi account sulle piattaforme, così resta tuo lo storico, tuo il pixel e tuo il controllo se il rapporto finisce.

Meglio un consulente o un’agenzia?

Dipende da chi mette le mani sull’account. Un’agenzia con un senior dedicato e un consulente singolo con struttura sono equivalenti; il rischio vero è il portafoglio generalista, dove il tuo ecommerce convive con B2B, local business e SaaS e riceve attenzione residuale.

Quanto tempo prima di vedere risultati?

Sotto i tre mesi i dati non sono ancora leggibili e nessuna delle due parti può giudicare il lavoro. Chi promette risultati in trenta giorni sta vendendo un’aspettativa, non un servizio.

Trenta minuti sui tuoi numeri: conto economico, CAC, margine per categoria. Esci con due o tre cose concrete da sistemare, che decidiamo di lavorare insieme o no.

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