Un ordine con ROAS eccellente può chiudere in perdita. Le tre voci che decidono il margine sulle vendite estere.
IVA OSS, resi e dazi sono i tre costi che il ROAS non vede e che decidono se un ordine estero ti fa guadagnare. Un ecommerce che vende in Europa con un ROAS 3x può avere margine positivo in Italia e negativo in Germania, senza che nessuna dashboard lo segnali.
Il regime One Stop Shop si applica alle vendite a consumatori privati in altri paesi UE. Superata la soglia complessiva di 10.000 euro annui di vendite intra-UE, l’IVA dovuta non è più quella italiana ma quella del paese di destinazione, dichiarata trimestralmente tramite il portale unico.
Conseguenza pratica: se il prezzo di vendita che mostri è lo stesso in tutta Europa, il tuo incasso netto cambia da paese a paese.
| Paese | Aliquota IVA ordinaria | Netto su un ordine da 100 € |
|---|---|---|
| Germania | 19% | 84,03 € |
| Francia | 20% | 83,33 € |
| Italia | 22% | 81,97 € |
| Ungheria | 27% | 78,74 € |
Tra Germania e Ungheria ci sono 5,29 euro di differenza su ogni ordine da 100. Su un margine di contribuzione di 12 euro, sono il 44% del margine. Verifica sempre le aliquote aggiornate del paese di destinazione: cambiano, e alcune categorie hanno aliquote ridotte.
Il costo pieno di un reso ha quattro componenti, e la spedizione di ritorno è solo la prima:
Il modo corretto di inserirlo nel conto è come quota su tutti gli ordini: tasso di reso × costo pieno del reso. Con un 8% di resi e 45 euro di costo pieno, sono 3,60 euro sottratti da ogni ordine spedito, anche quelli che non tornano.
Sulle vendite extra-UE il dazio è dovuto all’ingresso nel paese di destinazione. La domanda che decide il margine è chi lo paga: se vendi con resa DDP, lo paghi tu; se vendi DAP e il cliente rifiuta la spedizione al momento della richiesta di pagamento, paghi il trasporto in entrambe le direzioni e ti ritrovi con un reso internazionale.
È il caso in cui un ordine con ROAS eccellente può chiudere con margine nettamente negativo.
In sintesi
Costruisci il margine di contribuzione per paese, non aggregato. Servono tre colonne in più rispetto al calcolo base: aliquota IVA di destinazione, tasso di reso del paese, dazio medio. I tassi di reso variano molto per mercato, e scoprire che un paese ha il doppio dei resi cambia le decisioni di budget più di qualsiasi ottimizzazione creativa.
Da lì la decisione è semplice: se un mercato ha margine negativo, escludilo dal targeting o alza il prezzo locale. Continuare a spingerlo perché “ha un buon ROAS” è il modo più efficiente di finanziare la crescita di qualcun altro.
Per il metodo di base del calcolo, vedi come si calcola il margine di contribuzione.
No, sotto la soglia puoi applicare l’IVA italiana. Puoi aderire volontariamente, e conviene valutarlo se prevedi di superarla nell’anno: cambiare regime a metà corsa è più oneroso che partire allineati.
Possono convenire se alzano il tasso di conversione più di quanto costino. È una domanda misurabile: confronta il margine di contribuzione complessivo nei due scenari, non il tasso di conversione da solo.
No. Servono a prendere decisioni di marketing con i numeri giusti; la gestione fiscale e gli adempimenti OSS restano competenza del tuo consulente fiscale.
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