Unit economics per ecommerce: le sette domande a cui devi saper rispondere

Sette numeri, in un ordine preciso. Chi parte dal ROAS invece che dal margine costruisce tutto il resto su una base sbagliata.

Margini·Lettura 7 min·Aggiornato il 1° ottobre 2026·Stefano AllegaDi Stefano Allega

Unit economics vuol dire sapere se guadagni sul singolo ordine, prima di decidere quanto puoi spendere per ottenerlo. Sette numeri bastano, e vanno guardati in un ordine preciso: chi parte dal ROAS invece che dal margine costruisce tutto il resto su una base sbagliata. Questa è la mappa, con il calcolo completo di ciascuno.

In 30 secondi

  • Si parte dal margine di contribuzione dopo spedizione, pagamento e resi (CM2), mai dal ROAS.
  • Il CM2 è anche il CAC massimo al primo ordine: su un ordine d’esempio da 74 € vale 36,20 €.
  • Il ROAS di pareggio è il valore dell’ordine diviso il CM2: 74 / 36,20 = 2,04.
  • Meta e Shopify non coincidono per costruzione: il budget si decide sull’incassato al netto dei resi.
Schema delle sette domande degli unit economics per ecommerce, in ordine: quanto ti resta su un ordine, i costi nascosti, quanto puoi pagare un cliente, su che metrica decidi il budget, perché le dashboard non coincidono, cosa succede quando scali, quando farsi aiutare.
Le sette domande, nell'ordine in cui vanno guardate: prima il margine, per ultimo chi può aiutarti a sistemarlo.

1. Quanto ti resta davvero su un ordine

Il margine di contribuzione è ciò che avanza dopo i costi che esistono solo perché quell’ordine esiste: prodotto, transazione, spedizione, imballo e resi. Il margine lordo di bilancio e l’utile sono altri numeri. Si parte da questo, perché definisce quanto hai a disposizione per comprare un cliente.

Il calcolo, voce per voce, è in Margine di contribuzione ecommerce: come si calcola davvero.

2. I costi che nessuno mette nel conto

IVA OSS sulle vendite intracomunitarie, resi, dazi. Sopra i 10.000 € l’anno di vendite a distanza verso altri paesi UE si applica l’IVA del paese del cliente, come spiega la Commissione europea: la tua aliquota sul prezzo cambia a seconda di dove spedisci. Sono voci che non compaiono in nessuna dashboard pubblicitaria e che possono trasformare un ordine con ROAS eccellente in una perdita. Vanno sottratte prima, non a fine anno.

Quali sono e dove si nascondono: IVA OSS, resi e dazi: i costi che spariscono dal ROAS. Dal 2026 c’è una voce in più su chi importa da paesi extra-UE: il contributo di 2 euro sui pacchi extra-UE, che si somma alle altre e va nello stesso calcolo.

3. Quanto puoi pagare per un cliente

Il tetto non lo decide la piattaforma, lo decide il tuo margine — e cambia se ragioni sul primo ordine o sul valore nel tempo. Fissarlo prima di aprire le dashboard è ciò che ti impedisce di inseguire numeri che sembrano buoni.

Come si ricava, con e senza dati di riacquisto: CAC massimo sostenibile: quanto puoi pagare per un cliente.

4. Su quale metrica decidere il budget

Il ROAS di piattaforma serve a confrontare un annuncio con un altro. Il MER — ricavo totale diviso spesa pubblicitaria totale — dice se la macchina nel suo insieme sta in piedi. Sono strumenti diversi e scambiarli è l’errore più costoso di questa lista.

Quando usare l’uno e quando l’altro: ROAS vs MER: quale metrica usare per decidere il budget.

5. Perché i numeri delle due dashboard non coincidono

Meta e Shopify contano cose diverse: finestre di attribuzione, conversioni viste ma non cliccate, stime statistiche, valori dell’ordine che includono o escludono IVA e spedizione. Lo scarto è strutturale e resta anche con un tracciamento perfetto. Diventa un problema quando decidi guardando il numero sbagliato.

Le quattro cause e come riconciliare: ROAS di Meta e vendite Shopify non coincidono.

6. Cosa succede quando alzi il budget

Il costo per acquisire un cliente sale quando scali: è fisiologico. Diventa un problema quando sale più in fretta del margine, e nella maggior parte dei casi la causa non è la saturazione del pubblico ma una struttura di account che mescola acquisizione e recupero misurandoli con lo stesso metro.

Le tre cause reali e cosa fare: Perché il CAC sale quando scali, e come fermarlo.

7. Quando conviene farsi aiutare

Farsi affiancare, o affidare la gestione chiavi in mano, ha senso quando il costo di continuare a sbagliare supera quello dell’aiuto. Prima di quel punto, i sei numeri sopra li puoi calcolare da solo.

Riferimenti di prezzo e formule di collaborazione sul mercato italiano: Quanto costa una consulenza ecommerce in Italia.

In Open Source Business lavoriamo con la gestione chiavi in mano: una fee base più una parte legata al risultato, con una garanzia. Se dopo 90 giorni il margine di contribuzione non è migliorato rispetto al punto di partenza, continuiamo a lavorare senza fee base finché non migliora. Il punto di partenza lo misuriamo insieme durante l’Audit.

I sette numeri su un ordine da 74 €: l’esempio completo

Prendi un ordine medio da 74 €. Le cifre sono d’esempio, le stesse del calcolo voce per voce che trovi al punto 1, così puoi seguirle da un articolo all’altro.

VoceEsempio
Valore medio ordine (AOV)74,00 €
− Costo del prodotto26,00 €
= CM148,00 € (64,9%)
− Packaging1,80 €
− Spedizione a tuo carico5,50 €
− Commissioni di pagamento1,60 €
− Quota resi2,90 €
= CM2, cioè il CAC massimo al primo ordine36,20 € (48,9%)
ROAS di pareggio (74 ÷ 36,20)2,04
− CAC attuale27,00 €
= CM39,20 € (12,4%)
Grafico a barre dei tre margini di un ordine d'esempio da 74 euro: CM1 di 48 euro dopo il costo del prodotto, CM2 di 36,20 euro dopo imballo, spedizione, pagamento e resi, CM3 di 9,20 euro dopo un costo di acquisizione di 27 euro.
Su un ordine da 74 € il CM2 di 36,20 € è il massimo che puoi spendere per acquisire il cliente.

Leggila dall’alto. Il prodotto si porta via 26 € e ne restano 48: è il CM1, il numero che quasi tutti chiamano margine.

Poi imballo, spedizione, pagamento e resi tolgono altri 11,80 €. Restano 36,20 €. Questo è il CM2, ed è il tuo tetto: se per acquisire il cliente spendi 36,20 € sul primo ordine, chiudi a zero.

Dallo stesso numero esce il ROAS di pareggio: 74 diviso 36,20 fa 2,04. Sotto quella soglia ogni vendita pagata con la pubblicità ti costa soldi, qualunque cosa dica la dashboard.

Con un CAC di 27 € il CM3 è 9,20 €, il 12,4% dell’ordine. Se ogni ordine arrivasse dalla pubblicità, il rapporto fra ricavo e spesa sarebbe 74 / 27 = 2,74, sopra il pareggio. Il cuscinetto però è stretto: il CAC può salire di 9,20 €, il 34%, prima che l’ordine vada in perdita. Quando alzi il budget e il costo per cliente cresce, come al punto 6, è questo il numero da tenere d’occhio.

L’ordine conta più dei singoli numeri

Margine prima di tutto, poi i costi nascosti, poi il tetto di CAC. Solo a quel punto ha senso aprire una dashboard. Chi inverte l’ordine — parte dal ROAS e risale — finisce per ottimizzare un numero che non ha mai avuto una relazione stabile con il conto in banca.

Due indicazioni pratiche. Ricalcola il margine ogni volta che cambiano i costi di acquisto o le tariffe di spedizione, non una volta l’anno: è il numero che si muove di più e su cui poggia tutto il resto. E tieni un solo dato di verità per il fatturato — l’incassato al netto dei resi — perché è l’unico che nessuna piattaforma ha interesse a interpretare.

Domande frequenti

Da quale numero si comincia?

Dal margine di contribuzione su un ordine medio. Senza quello, il costo massimo per cliente non è calcolabile e ogni valutazione sulla pubblicità resta un’opinione.

Qual è la differenza fra CM1, CM2 e CM3?

CM1 è quello che resta dopo il costo del prodotto. CM2 toglie anche imballo, spedizione, commissioni di pagamento e resi, ed è il numero con cui fissi il CAC massimo. CM3 toglie la pubblicità: è quello che l’ordine lascia davvero all’azienda per coprire i costi fissi.

Servono strumenti a pagamento per calcolarli?

No. Servono i costi reali di prodotto, transazione e spedizione, e l’incassato al netto dei resi. Un foglio di calcolo basta. Il rischio vero è dimenticare una voce, come i resi o le commissioni di pagamento.

Ogni quanto vanno rivisti?

Il margine a ogni cambio di costi. Il CAC massimo e il MER una volta al mese. Più spesso di così vedi solo oscillazioni casuali.

Valgono anche fuori da Shopify e Meta?

Sì. Cambiano i nomi delle voci nelle dashboard, non l’aritmetica: ricavo meno costi variabili, quanto resta per comprare un cliente, quanto stai pagando davvero.

La spedizione gratuita dove entra in questi sette numeri?

Dentro il primo: il margine di contribuzione. La spedizione a tuo carico riduce quel margine ordine per ordine, e la soglia da cui farla partire si calcola sullo stesso numero, non a occhio. Il conto è in spedizione gratuita: da che soglia smette di mangiarti il margine.

Trenta minuti sui tuoi sette numeri, per capire quale dei sette sta bloccando la crescita.

Garanzia di 90 giorni. Se dopo 90 giorni il margine di contribuzione non è migliorato rispetto al punto di partenza, continuiamo a lavorare senza fee base finché non migliora. Il punto di partenza lo misuriamo insieme durante l’Audit.

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